L'ultimo sogno
Bisognerebbe lasciare il passato alle spalle, prenderne solamente il meglio, e portarlo nel nostro presente. Ma tutto questo è facile a dirlo e difficile a renderlo concreto. Ora che prendi coscienza del tuo passato sterile e del tuo futuro incerto ti senti privato anche dell'ultimo sogno, quel sogno che ti permetteva di restare aggrappato alla Vita.
Ed ora che ti hanno portato via anche quello non resta che sognare. Sognare che quell'ultimo sogno ti sia ridato, un sacrificio dopo l'altro, ricercando una fune che ti tiri su da questo pozzo scuro e profondo.
Completamente Sgretolato
Dichiariamo Amore eterno oggi, ma fra un anno cosa ne sarà di questo Amore? Sarà ancora eterno o sarà solamente parte dell'eternità di un passato che è finito?
Sgretolato velocemente sotto i nostri Sogni, senza il tempo materiale di aprire il paracadute e salvarci dalla caduta libera, senza appigli e nessuna resistenza a rallentarne la discesa.
E quando ti rendi conto di come tutto sia ormai compiuto, non puoi far altro che tornartene indietro per ritrovare Te stesso. Una ricerca disperata, sicuramente l'ultima occassione che ti resta per salvarti. Ma salvarti da che cosa?
Da Te stesso. E da cosa sennò? Non c'è altro che "Te", ora, a farti compagnia e a tenerti in bilico tra il vuoto ed il nulla. Disperazione che si accumula con la voglia di andartene lontano, una voglia che si è portata via tutto, compreso quello che tu avevi definito Eterno.
Senza accorgerti ti ritrovi seduto su un vecchio letto che un tempo è appartenuto ai divertimenti di gente sconosciuta, in una terra calda e lontana, sporco di sabbia e, proprio per questo, neanche poi troppo differente da Te. Guardi un televisione sbiadito in cui i colori delle immagini sembrano usciti da una vecchia stampa sbiadita, anch'essa, col tempo. Immagini disturbate da un segnale debole e confuso. Un televisore come la tua mente, incapace di mettere in piedi pensieri concreti ora che tutto ti è stato portato via, e quel poco che non ti è stato rubato, se n'è andato da solo.
Anche Tu, come quel televisore, stai lentamente staccando il segnale dal mondo.
Ed eccolo, l'ultimo baluardo di lucidità, prendere forma dentro di Te: sorridi, e ti rendi conto di come tanto tempo fa dicevi un pò sconvolto "io non potrò mai essere così, non ce la farei a scendere così in basso". Sorridi, perchè ti rendi conto di come, a volte, si dicano cose senza pensarci troppo a lungo, senza farsi rubare dal dubbio di non dire la verità.
L'Uomo che sono
[ ... ]
D'un tratto incominciò a piovere.
A volte le cose succedono talmente in fretta che veramente non te le aspetti. Come quest'acqua che scende forte dal cielo, colpisce ogni cosa, si intrufola in ogni spiraglio, seppur piccolo; continuerà a scendere per chissà quanto tempo e arrivi a chiederti come possa essercene così tanta, lassù.
Alcuni dicono che sono le lacrime degli Angeli, se così fosse vuol dire che soffrono molto anche loro.
Sta di fatto che ora dovrò rimanere qui, in questo posto sperduto, lontano dalla civiltà frenetica, lontano da un mondo troppo vasto e insipido. In altri tempi avrei detto che è stato come un messaggio dal cielo, arrivato fin qui per aiutarmi a decidere, per aiutarmi a capire cosa fare. Restare o ripartire. Questo è il dubbio che mi sono sentito dentro fin dal primo attimo in cui ho incontrato quest'uomo che ora siede immobile, segnato dal tempo.
Affacciato alla finestra mi perdo nel vuoto, con lo sguardo che disegna l'orizzonte, interrotto solo dalle costanti gocce che cadono dal cielo. Guardo e sento che vorrei piangere. Ma questo non è il tempo di piangere; troppi fuochi servirebbero ad asciugare le mie lacrime. Forse, credo, gli Angeli si meraviglierebbero.
Ma piangere, perchè? Per sentirmi, forse, ancor più debole? No. Tutto ciò di cui il mio corpo ha bisogno ora, è sentire il calore del fuoco acceso in questo piccolo posto. Un posto così piccolo che basta davvero poco per riempirlo del giusto calore, di quel calore che ognuno di noi dovrebbe sentire ogni giorno della sua Vita.
Due uomini, chiusi in un piccolo luogo dimenticato. Lontani da tutti. Eppure vicini tra loro.
Tra loro ed il tutto, la pioggia.
[Fine parte seconda]
Dedicata a Te
Respirare la tua aria e sentirmi Vivo.
Ma Tu sei. Sei semplicemente Tu, ma non più come prima.
Alla tua porta
E, neanche a volerlo fare apposta, ognuno di noi riesce a trovare qualcosa di triste. Perchè, in fondo, abbiamo bisogno di un motivo per cercare quell'affetto sincero che in Natale è in grado di darci, con la sua inesauribile aria di Festa.
Eccomi, dunque, giunto fin qui. Eccomi giunto di fronte a questa porta, con questo giardino gelido pieno di luci: tanti colori ma nessun calore vero. Sono qui, nel freddo di una serata di novembre, cercando un motivo per bussare, cercando una risposta sola alle mie tante domande.
Mi giro e mi guardo intorno. Sospiro e poi ritorno indietro, sulla mia strada, senza voltarmi, sicuro che prima o poi tornerò e riuscirò a trovare il coraggio di bussare.
Me ne vado, solo. Inconsapevole di quel volto che mi guarda dalla finestra.
Vento gelido
Vorrei sentirmi un brivido che mi percuote al passaggio del vento gelido; eppure mi rendo conto di come non ci sia neanche il minimo segno di tutto ciò. Un vento freddo, gelido, basterebbe quello per farmi sentire ancora vivo, ancora sicuro che qualcosa c'è.
Eppure, per quanto io resti in ascolto, qui, fuori, nel bel mezzo del nulla, non sento giungere niente. Neanche un sospiro.
Cerco di capire la direzione in cui andare, cerco di voltarmi e partire. Ma, intorno a me, il nulla non mi da alcun punto di riferimento verso cui muovermi.
E allora resto qui, ancora una volta, ad aspettare che quel vento gelido giunga. Ad attendere che quel vento mi scompigli i capelli e mi faccia capire che sono ancora vivo.
In profondità
Nel profondo di un pozzo, di una buca, ma anche nel profondo delle cose di tutti i giorni, delle situazioni, delle parole, degli sguardi, che per quanto banali e privi di senso, un senso ce l'hanno. Ogni cosa ha i suoi perchè e le sue motivazioni. Fermarsi all'apparenza vuol dire rinunciare di raggiungere la fonte sincera e vera che c'è in profondità.
Ma forse sono io che sbaglio nel credere che tutto ciò sia vero.
Continua
Sale la musica e la festa inizia. Ti perdi nei tuoi pensieri, lasciando fuori le preoccupazioni di una settimana ormai giunta al termine, senza remore, con la voglia di sfogarti e divertirti. In fondo, sei qui proprio per questo. Divertirti e far divertire chi ti circonda.
Ti perdi nella tua nebbia mentale, ascoltando e riascoltando melodie che sembrano quasi appagare corpo e mente.
Intorno a te, pervade la follia di chi non riesce a dimenticare per una sera tutti i suoi problemi, e si fa trascinare dentro ad un circolo vizioso che finisce per spegnere le luci su questa serata. Ti fermi un attimo, ci pensi, e ti rendi conto che in fondo tutto questo conta davvero poco. Perchè tu sei li, la musica è con te, e la voglia di divertirti non smette di stupirti. Continua, non ti fermare, lascia perdere i problemi della gente che ti circonda.
Nella Vita meglio andare avanti dritti che fermarsi ad aspettare. Tanto te, nessuno ti ha mai aspettato.
Fine?
Tu, che toccandoti i capelli, guardi altrove, distogliendo lo sguardo da me, cambiando un poco il tuo modo di pensare; o magari sei sempre stata così, solo che non me ne sono mai veramente accorto. Cos'è che succede quando avviene un cambiamento, uno radicale, che ti sconvolge e sembra farti crollare il mondo da sotto i piedi?
Succede un niente che ti cambia tutto.
Ti svegli e ti accorgi che le stelle non ci sono più, che un nuovo inizio ha preso il posto di qualcosa che sembrava infinito, come quel cielo stellato, simbolo di una grande magia sopra di noi.
Ti accorgi di aver perso, solamente quando ti rendi conto che, intorno a te, la folla si è diradata e gli applausi sono cessati, così come sono iniziati, d'improvviso. Non ti meravigliare, non ti sorprendere. Cerca di sorride, anche se un sorriso non può esser sincero, ora che tutto sembra svanito; così, come uno sbuffo di fumo che si perde nel vento.
L'altra Te
Non c'è un perchè, il fatto è che, guardandoti, t'immagino sempre con il sorriso sulle labbra, contenta di Vivere la tua Vita, le tue Emozioni, di accompagnare le note con leggeri tocchi che sembrano carezze. Le tue note suonano allegria, perchè questa è tutta la colonna sonoro di Te, dell'altra Te. Di quell'altra che non piange per il dolore ma che si rinfonza. Si dà forza. Perchè la forza è dentro di lei, come una ricarica continua che nessuna batteria può egugliare.
L'altra Te si guarda allo specchio e sorride. Non ride. Ma sorride. Sorride perchè si piace, perchè si sente sicura di sè di fronte alle situazioni di tutti i giorni, anche quelle che sembrano davvero difficili.
" Forza e coraggio, e mai accontentarsi. Perchè dalla Vita bisogna volere sempre qualcosa di più, anche quando tutto sembra andare bene. Non ci si deve accontentare, perchè questo vuol dire non Sperare in un domani migliore. "
E' questa la filosofia che voglio sentire dall'altra Te. E' questo lo Spirito che l'altra Te emana.
Siediti.
Rifletti.
Guardati allo specchio.
Non stupirti di vedere l'altra Te proprio lì, di fronte a Te.
Sfogo
Mi dico sempre che da ora in poi non mi fermerò più a guardarmi indietro, che la smetterò di rimpiangere le scelte sbagliate ed i tanti ricodi che spesso riaffiorano.
Penso che tutto ciò che conta è ancora da scrivere, perchè è tutto ciò che diventerò a mano a mano che continuerò a seguire la mia strada, finchè qualcosa o qualcuno non mi fermerà.
Sono tutti pensieri strani, pensieri rivolti ad un domani in cui non so chissà quale gente incontrerò, come lo vivrò, come lo supererò, soprattutto.
Ci penso, lo dico e me lo ripeto. Ma poi mi fermo e mi rendo conto che tutto questo è solo uno sfogo, e niente di più.
A mezz'aria
Ti penso e vorrei che fosse altrettanto. Se proprio non posso incontrarti con uno sguardo, spero di riuscire a toccarti con un pensiero. A mezz'aria. Sospeso nel vuoto di un respiro affannato.
Cercandoti
Tante bocche da guardare e ricordare, ma giusto quel poco che serve per assimilarle e poi scordarle, di nuovo. Come in una danza lo sguardo si muove con movimenti precisi e studiati, alla ricerca di qualcosa da catturare e strappare via, ma dolcemente.
Parlami. Parlami senza dire niente, fatti sentire quel poco che mi basta per rendermi conto che in mezzo a tutta questa folla, ci sei Tu.
Risveglio
Un battilo, l'ennesimo rintocco di un orologio a scandire il tempo che passa; come un sorriso, che lentamento scivola sul volto di ognuno di noi e poi se ne va, a poco poco.
Fuori dal mio letto il freddo riempie la stanza, ormai vuota, domina tutt'intorno a me, ma non dentro di me, ancora no. Sul cuscino, un profumo. Un profumo leggero che diventa sempre più forte a mano a mano che mi giro e mi rigiro, sotto queste coperte così calde da non riuscire ad abbandonarle.
Che effetto farà rivederti? Non lo so, forse solamente l'indifferenza potrà essere la risposta a domande scritte su un foglio. Spazio rubato e lasciato all'orgoglio, ma non c'è più la possibilità di attendere qualcosa. Perchè ormai non c'è più tempo.
Vita Spericolata
Di quelle vite fatte, fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto, si
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormo mai
Voglio una vita di quelle che non si sa mai
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
O forse non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio
Ognuno diverso
E ognuno in fondo perso
Dentro i fatti suoi
Voglio una vita spericolata
Voglio una vita come quelle dei film
Voglio una vita esagerata
Voglio una vita come Steve McQueen
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita, la voglio piena di guai
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
Oppure non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio
Ognuno diverso
E ognuno in fondo perso
Dentro i fatti suoi
Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto, si
Voglio una vita che non è mai tardi
Di quelle che non dormi mai
Voglio una vita
Vedrai che vita, vedrai
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
O forse non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
E poi ci troveremo come le star
A bere del whisky al Roxy bar
O forse non ci incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Voglio una vita spericolata
Voglio una vita come quelle dei film
Voglio una vita esagerata
Voglio una vita come Steve McQueen
Voglio una vita maleducata
Di quelle vite fatte, fatte così
Voglio una vita che se ne frega
Che se ne frega di tutto, si
Egoista
Cosa voglio dire con questo? Non certamente che sto male con le persone che mi circondano, anzi! Ciò che voglio dire è che sento di aver perso dei pezzi lungo la strada che ora sarebbero potuti tornarmi utili, di conforto diciamo. Ma che, come si può forse intuire, a suo tempo non sentivo così essenziali. Anche se perderli mi è costato grande dolore.
Adesso si che ci vorrebbe quel "qualcosa di grande" che sento mancare nella mia Vita. Ora si che ci vorrebbe un abbraccio sincero ad infondere calore, un pò come è stato nel passato anche se nel passato tutto ciò è rimasto. Egoista, forse un pò si. Ma sono solamente egoista di avere un pò di Felicità.
Questo Periodo
Non mi viene l'ispirazione, quella che mi faceva smettere di fare qualsiasi cosa perchè sentivo dentro di me le parole nascere veloci e altrettanto veloci desiderose di uscire fuori, per vivere il loro breve attimo sulla tastiera e poi morire.
Chissà cosa c'è che non va. Col passare del tempo rischio di dimenticarmi certi pezzi, certe Emozioni, e non è questo che voglio.
E dunque vorrete chiedermi: come va? Bene e male, male e bene. Diciamo, per farla breve, che non va. Manca qualcosa d'importante e non riesco a trovarlo e tanto meno a costruirlo. C'è qualcosa che manca, qualcosa di fondamentale che mi sta creando un vuoto immenso.
Paura di non riuscire, di deludere e soprattutto di deludermi non mi fa vivere in pace.
Pochi obiettivi concreti, a parte un paio, forse, ma troppo lontani per pensarci sul serio. Devo trovar qualcosa di grande da fare, qualcosa che mi dia la carica, qualcosa che posse revitalizzarmi ed aiutarmi a fare un salto, un piccolo salto che possa generare l'energia per una grande carica.
Voglia di riposare, di sentire il calore delle coperte ora che fuori inizia ad arrivare il freddo, o forse è in realtà solamente voglia di stare al riparo sotto le coperte, la dove nessuno può infrangere le mie paure e debolezze. Da me nessuno pretende nulla di grande, eppure dentro di me sento l'ansia di doverci arrivare. Di fare quel qualcosa di grande che sento di me. Perchè dentro di me, lo so, c'è qualcosa. C'è qualcosa di grande da tirare fuori, ma non ci riesco.
Voglio qualcosa, ma non tanto dagli altri, più che altro da me stesso. E prende tutto ciò che mi arriva non come dovuto ma com un premio, e questo mi fa sentire un pò meglio, nella mia ipocrisia, consapevole del fatto di non essere, comunque, abbastanza felice.
Ora mi fermo, mi rilasso alla fine di questa settimana difficile. Poi uscirò, inizierò il mio weekend. Consapevole del fatto che poi arriverà di nuovo lunedì: tempo di ricominciare.
Viviamola piano, con calma, un passo al giorno e alla vetta ci arrivo, l'importante è non catapultarmi in basso perchè poi risalire è dura sul serio.
Cellulare silenzioso, senza vibrazione, così il mondo non può interferire.
Ciao ...
Sotto la pioggia
E lontano, ma non troppo, il battere continuo della pioggia, che sembra messo lì a spezzare il silenzio tra una traccia e l'altra, come ad occupare un vuoto tra un pezzo e l'altro della tua corsa.
Immerso nel traffico, nel silenzio chiuso della tua macchina, i pensieri si formano come nuvoloni neri sopra di te, e ti rendi conto di quanto la pioggia fuori non sia poi così tanta, se paragonata alle migliaia di parole che si formano dentro di te.
Un discorso non finito, continuo nel tempo ma in un certo senso intrappolato. Un pò come te.
Leggero
Li, dove gli altri non possono arrivare, riesco a vedere oltre le mura, senza dover immaginare solamente ciò che c'è dietro. Niente sorprese, in fondo, ma almeno qualche conferma. Sia essa positiva o meno.
Leggero, mi rendo conto di quanto buffo sia stato sentire il peso delle cose, di quanto sia stato inutile pensare che ci fossero macigni insostenibili per le mie spalle. Penso a quando ho creduto che non ce l'avrei fatta, ma poi, invece, ce l'ho fatta. Penso a quando non mi sono arreso e sono arrivato in cima, con il mio macigno sulle spalle.
Rido di questo.
Ma rido soprattutto perchè sono ancora qui, a terra, e non riesco ad alzarmi e sospendermi nel vuoto. Rido perchè non riesco a sentirmi Leggero.
Non va.
E' inutile continuare a fingere di fronte all'evidenza che le cose non stanno andando come vorresti, come quando ti guardi davanti alla ricerca di un segnale, di un cartello, che ti indichi la svolta da seguire ed, invece, non lo trovi. Davanti a te solo la strada, dritta, e per quanto ancora?
Domanda che resta sospesa, senza risposta. Perchè è impossibile stimare quanto questo periodo possa andare avanti. Qualcosa ha detto che per quanto le cose possano andare male, prima o poi, dovranno riprendere ad andare bene. Perchè per quanto si possa scendere, prima o poi si toccherà il fondo, ed allora sarà concessa solo la salita. E se, invece, a quel punto non ci sarà possibilità di salita? Se i muri saranno lisci e non ci sarà nessun appiglio, chi scenderà a prendermi?
Mi chiedo se ci sarà qualcuno che, prima o poi, uscirà ed allungherà una mano per aiutare la salita. Mi chiedo, soprattutto, se esiste.
Ciò che conta, a questo punto, è sperare che le cose non possano andare peggio. Voltarsi non si può, tutto ciò che si può fare è continuare a cercare quel punto, ormai decisivo, di svolta.



