... vivere ...

il vero Io è quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te

Sogno di una notte di mezza estate

Furtivo come un'ombra, fuggevole come un sogno, breve come un lampo che in una notte nera sveli, ad un tratto, cielo e terra, ma, prima che si possa dire "Guarda!", le mascelle del buio l'hanno divorato.
Così in ogni istante svanisce ogni cosa che brilla.

Vivere o Niente

Devi affrontare la vita com'è nella realtà. Perchè la vita è sempre un rischio.

Bye bye

Il solo fermarti a pensare fà si che il tempo scivoli via dalle tue dita, e pian piano perdi il contatto con ciò che ti circorda, con gli eventi che scorrono e passano, giorno dopo giorno.
Sembrava ieri, eppure oggi è già un giorno troppo lontano in cui i ricordi iniziano ad assumere quella sfumatura di grigio che appartiene alla storia.
Quante risa, quanti abbracci, quante parole dette e soffiate via dal vento dei giorni che passano. Ci siamo sentiti a lungo grandi, forti ed invincibili, capaci di affrontare ogni situazione con la nostra giovane ed impavida esperienza, la sfrontatezza di chi sa che, comunque vada, domani saremo ancora qui a vivere nuove emozioni.
A lungo ci siamo visti crescere di fronte ad uno specchio, sognatori che guardavano al futuro con speranza, in attesa che la vita indicasse la strada maestra da seguire, quella che avrebbe dato un senso a tante cose ... anche se, come dice Vasco, "tante cose" un senso non ce l'ha.
Ma poi ci siamo fermati a pensare. Ed il tempo ha iniziato a scorrere anche per noi che ci credavamo eternamente così, come in quelle fotografie che catturavano le nostre giornate e le nostre giovani notti di libertà.
Per alcuni sembra tutto ancora così ovattato, come un suono di contorto a tutto ciò che ci circorda, ma io mi sono guardato le spalle ed ho visto quante cose sto lasciando dietro di me. Ho visto il cambiamento delle persone, le foto che iniziano a sbiadire. Ho visto amicizie toccare il cielo con un dito, per poi accorgersi di non saper volare e cadere giù, senza paracadute a rallentarne il declino.
Ho visto emozioni forti lasciare cicatrici. Pianti, risate e poi il silenzio.

Tutto va troppo veloce. Viviamo in una società dove il tempo sembra essere inghiottito costantemente dalla moltitudine di situazioni, eventi e persone. Non siamo realmente padroni di ciò che ci accade perchè abituati a seguire il flusso delle cose, il flusso ininterrotto delle abitudini. Le scelte finiscono, spesso, per essere un semplice dato di fatto. Un fatto ovvio a cui aggrapparci per non rimanere indietro, per non essere dimenticati.

Stiamo dimenticando il bello delle piccole cose. Stiamo dimenticando l'importanza di un sorriso e dei gesti più semplici e naturali.
Ogni giorno cerchiamo di dare il meglio di noi stessi, perchè ci hanno insegnato che se falliamo ci sarà sempre qualcuno pronto a prendere il nostro posto. Sul lavoro come nella vita.
Lasciamo scorrere tante cose, convinti che tanto "se non è oggi, è domani". Ed invece no. Domani è già un giorno in più ed il tempo sta correndo troppo veloce anche per le nostre auto moderne, per i nostri computer ultra veloci ed i telefoni di ultima generazione.

Forse basterebbe avere il coraggio di ricominciare ad essere più noi stessi, e non ciò che sono gli altri.

Donare fa bene

Non è facile donare. Forse è per questo che c'è sempre il continuo di bisogno di donatori: alzarsi presto la mattina, l'ago del prelievo, quella sensazione di stanchezza che ti porti dietro per tutta la giornata e l'impossibilità di svolgere tutte le attività che vorremmo. Già, la vita del donatore è difficile e spesso, soprattutto per pigrizia, rinunciamo a fare del bene per gli altri.
Non giudico chi dice di non avere il tempo o il desiderio per farlo, ma posso solamente dire che, grazie alla mia esperienza da donatore, ho capito l'importanza del volontariato. Ho capito, anzi "sentito", la meravigliosa sensazione di aver fatto qualcosa di utile per gli altri e di bello, molto bello, per me stesso.
Dopo una donazione ci si sente stanchi si, è vero. Ma ci si sente anche energicamente sicuri che questo gesto aiuterà qualcun altro.
In ultimo, ma non per importanza, c'è una cosa a cui penso ogni volta che vado a donare: oggi io faccio qualcosa di utile per qualcun altro, ma niente può impedire che un giorno non sia proprio io ad aver bisogno di questo aiuto. Come mi sentirei se non ci fosse sangue abbastanza per aiutarmi nel momento del bisogno?

Donare fa bene! Credetemi!

La nostra decisione, prima di tutto

Se nella vita tutto fosse semplice e facile, probabilmente non avremmo nulla in cui credere o sogni in cui sperare.
Le difficoltà, per quanto aspre, servono a farci capire quanto siano meravigliose le piccole cose, e come basti davvero poco per sentirsi tranquilli ed in pace.
Prendete, per esempio, la sensazione di sentirsi finalmente a casa dopo una lunga e stressante giornata lavorativa, quel piacere di ritrovare il calore delle mura di casa. Sono quelle di sempre, le stesse che vedi ogni mattina ed ogni sera, eppure riescono ad essere più speciali del solito quando ci sentiamo deboli ed insicuri. Ecco, questo per me vuol dire apprezzare le piccole cose per superare le difficoltà, anche quelle che possono sembrarci così cupe.
Forse sarò sfacciato, ma io credo che se uno vuol essere felice non può sperare che sia il mondo intorno a lui a girare per regararli questa felicità ma dev'essere lui ad andar a prendersela.
Penso che la felicità sia di chi, ogni mattina, si sveglia e decide di essere felice. In quel momento uno prende atto che, qualsiasi cosa accada quel giorno, lui sarà felice, perchè così ha deciso. Niente e nessuno può cambiare una decisione presa, quando questa è così forte da essere un pensiero solido e costante.

Cartoline

Puoi ritrovarti ad aprire un cassetto per cercare qualcosa, e ritrovarti ad avere in mano tutt'altro. Delle cartoline, per esempio.
Non semplici pezzi di cartone raffiguranti le immagini di luoghi lontani, ma veri e propri frammenti di vita, lì a ricordarti come passi in fretta il tempo e, allo stesso tempo, la forza con cui il passato è capace di scagliarsi contro il presente.
Sembra sempre tutto uguale intorno a noi, e ci sembra quasi che ogni giornata sia la fotocopia di quella precedente ma, senza rendercene conto, il tempo scorre e le cose cambiano.
E' un flusso continuo, costante, e forse anche per questo così silenzioso.

Mi stupisco, un pò mi rallegro ed un pò mi rattristo. Guardo quelle immagini, e poi le volto alla ricerca delle scritte. Si, perchè dietro ad ogni cartolina, un pò come dietro ad ogni cosa che ci accade, ci sono delle parole che restano indelebili contro la forza del tempo. Ed è leggendo quelle parole, penna blu su uno sfondo bianco, che mi chiedo se siamo veramente capaci di dare un valore alle cose che ci succedono, alla cose che diciamo o sentiamo.
Forse no, o per lo meno non sempre.

E per quanto le cose ci possano ricordare come tutto cambia, non riusciamo a separarci da loro, coscienti che sono lì a ricordarci una parte del nostro passato, bene o male che faccia scagliandosi contro il nostro presente.

Quelle cartoline sono lì, come i nostri ricordi, per ricordarci le estati, gli inverni, oppure semplicemente una giornata, di semplice felicità. Momenti che sono stati, sono e saranno per sempre parte di noi.

Il gioco di una domenica

Prima domenica di febbraio.
Il tempo fuori sembra volerci dire che l'inverno se ne sta andando, ed una nuova primavera è ormai alle porte. Il sole splende sulle case, sugli alberi ed i fiori si fanno abbagliare da questa luce improvvisa, titubanti. I bambini, ancora vestiti con i loro abiti invernali, escono a giocare con la palla, alcuni sfidano la temperatura con una corsa in bicicletta.
Sono queste giornate a far crescere nuovamente quella voglia di uscire, rivedere quel verde dei prati che le città tanto nascondono, respirare l'aria pura e fresca, lontano dal grigio dello smog ed i rigidi muri delle case.
Ma in una giornata così, che dovrebbe essere gioiosa e piena d'allegria, c'è anche l'amarezza. Quell'amarezza di rendersi conto che non tutto va come si vorrebbe e che la voglia di realizzare qualcosa a cui teniamo non sempre è sufficiente per raggiungere l'obiettivo.
Tristezza ma voglia di trovare la forza per lanciare nuovamente i dadi, sperando che in questo gioco possa esserci un numero più alto, sperando che possa esserci una nuova giornata di sole, non solo fuori ma anche dentro.

Questa sensazione di pace e tranquillità che queste giornate riescono ad infondermi aprendo la finestra, vorrei tanto riuscire a provarla anche dentro di me. Vorrei svegliarmi ogni mattina e dire "si, va tutto meravigliosamente bene!".
Ma, forse, fa parte del gioco tirare i dadi ed ottenere alcuni numeri sfortunati, per poter assaporare ancor di più il gusto del successo quando quegli stessi dadi ti daranno il numero giusto, quello tanto desiderato. 

Un sogno.

Bisognerebbe sempre avere un sogno da portarsi appresso, come una sorta di amuleto che tenga lontano i cattivi pensieri, un lume di speranza a cui rivolgere lo sguardo nei momenti bui.

27 Gennaio

"  Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio "

Francesco Guccini

Anche se

Forse certe soluzioni sembrano sempre le migliori, le più facili, ma la realtà è che non ci si può allontanare da ciò che piace. Per quanto si possa apparire cretini o magari testardi, continuiamo ad infilarci dentro lo stesso tunnel, pur conoscendone già l'uscita, forse sperando che un giorno possa essere diversa e migliore.